Google PageRank meter: Deprecated!

RIP Google PageRank: Un analisi di come questo strumento ha rovinato il web.

Mentre Google eliminerà i punteggi di Page Rank dalla vista del pubblico nelle prossime settimane, il web rimarrà comunque compromesso dal modo in cui questo sistema lo ha drasticamente rimodellato.

 

PageRank – l’ ingrediente segreto che Google ha utilizzato per diventare il gigante dei motori di ricerca – non sarà piu visibile, almeno non al pubblico. Finalmente!!!

Hai mai ricevuto eMail che ti chiedono se vuoi linkare qualcosa? Colpa di PageRank.

Hai mai moderato commenti pieni di collegamenti immondizia? Colpa di PageRank.

Ti sei mai chiesto come e perchè bisogna utilizzare l’attributo nofollow sui link? Colpa di PageRank.

Più in generale la colpa è di Google per aver reso pubblico e visibile il PageRank dei contenuti. Quando google è stato presentato, nei documenti di ricerca , nei comunicati stampa e nelle schede tecniche, il PageRank era descritto come uno strumento per promuovere il motore di ricerca come il più intelligente e consolidato rispetto i rivali più grandi al momento – Yahoo , Altavista e Lycos , solo per citarne alcuni.

 

Il rilascio dei punteggi PageRank

La storia è iniziata nel lontano 2000, quando google ha rilasciato la prima Toolbar per Internet Explorer. Chi la installava, oltre ad avere la semplicità della ricerca con google direttamente nella barra degli strumenti, aveva la possibilità di attivare il PageRank meter, uno strumento che era in grado di segnalare il punteggio di ogni pagina che veniva visualizzata.

Ovviamente la maggior parte degli utenti non attivavano questa funzione nella toolbar perché non erano interessati a sapere quale fosse il livello qualitativo delle pagine che stavano visitando secondo gli indici di google (anche se a google invece interessava molto cosa i navigatori effettivamente visitassero). Una piccola percentuale di persone però trovavano lo strumento molto interessante: i SEO Specialists.

pagerank meter di google toolbar ie

In questa immagine, che però si riferisce ad una toolbar di firefox di una versione successiva, è mostrato come era realmente il PageRank meter. Più verde era la barra e maggiore era il punteggio assegnato che variava da 0 a 10.

 

La vendita dei links e le reti di collegamenti

Per chi fa SEO, questo strumento, è stato un regalo incredibile da parte di google. Permetteva infatti di assegnare un valore numerico che ne quantificasse la qualità a tutte le pagine che venivano sottoposte ad ottimizzazione per indicizzazione sul motore di ricerca. Allo stesso tempo è diventato una trappola per molti specialisti dell’ indicizzazione dei contenuti e un vero e proprio disastro per il web nel suo complesso.

PageRank infatti è stato, e rimane tuttora, soltanto una parte dell’ algoritmo che determina la classifica delle pagine. Ci sono molti altri fattori che determinano il ranking di una pagina. Infatti un punteggio alto non significa che una pagina si indicizzi bene per qualsiasi argomento ricercato. Può quindi capitare che una pagina con un basso punteggio si indicizzi meglio, per determinati argomenti, di altre con punteggio alto. Questo è determinato da molti altri parametri facenti parte dell’ algoritmo di indicizzazione di Google. Se siete interessati ad approfondire questo argomento consiglio di leggere questo articolo  What Is Google PageRank? A Guide For Searchers & Webmasters (in inglese). Viene spiegato quanto i webmaster che si occupavano di SEO fossero ossessionati dal ranking visualizzato sulla toolbar e come si è sviluppato un mercato intorno a questa esigenza.

Vuoi un PageRank ottimale !?!? Allora hai bisogno di link…così nasce il mercato legato alla vendita dei collegamenti. Le reti si sviluppano in modo che la gente potesse acquistare i links, e a sua volta, migliorare il posizionamento per determinati termini di ricerca.

Google ha impostato i link come fossero singoli voti espressi dalla “natura democratica del Web”. Le reti di link diventano così i comitati finanziatori dei candidati a queste elezione, dove ovviamente i soldi possono influenzare le votazioni.

Si apriva così un vaso di Pandora del quale google non era molto contento. Le reti di link che vendevano i collegamenti remavano contro il colosso di Mountain View. Così Google decise di intervenire.  L’azione più famosa contro una di esse è quella verso SearchKing. Furono penalizzati la rete e i siti in essa ospitati, il pagerank venne diminuito e in alcuni casi i contenuti furono addirittura cancellati dalla rete di google. Questo portò la compagnia SearchKing a fare causa a Google. Ovviamente vinse google.

Tutto questo però non fermò la vendita dei link. La missione di aumentare l’ indice di PageRank rapidamente, rispetto all’ indicizzazione naturale, continuava. Molte reti di collegamenti cercarono di nascondersi, per continuare a vendere le proprie campagne di backlinks verso i siti che ne acquistavano i servizi. Ma anche nascondendosi alla fine Google le trovava. Nessun problema. Ne nascevano subito di altre.

A questo punto nasce lo SPAM

I siti che cercavano di raggiungere PageRank elevati iniziarono a lasciare link ovunque capitasse…Posts, Blogs, Forums. Diventò un problema talmente grande che alla fine fu proprio a Google che fu chiesto aiuto. L’intervento fu fatto nel 2005. Con la creazione del tag rel="nofollow" Google permise di assegnare ai link la proprietà di non essere rilevanti ai fini del PageRank. Questo di certo non risolse completamente la creazione di SPAM. Creò pero l’impressione che google fece il possibile per risolvere il problema e che non fosse in alcun modo responsabile di esso.

Piano Piano il PageRank pubblico andava verso la sua fine…

Ironia della sorte, la toolbar che lanciò l’ isterìa per il PageRank nel 2000 era destinata a scomparire. Dopo un decennio di crescita, il lancio del browser Google Chrome nel 2009, che presentò la barra di ricerca google integrata nella barra degli indirizzi, rese la toolbar superflua. Non venne mai rilasciata una versione per Chrome.

Nel frattempo, i punteggi di PageRank riportati tramite Google Search Console furono cancellati. Google Directory, la guida gerarchica al web basata su Open Directory, venne chiusa nel 2010, portando con se i suoi indici di PageRank.

Posso affermare che il PageRank di google iniziò a morire ufficialmente intorno la fine del 2010, con il distaccamento dalla toolbar. Questo fenomeno rese, di fatto, molto difficile estrapolare automaticamente i dati di PageRank da terze parti.

Anche il supporto per Mozilla Firefox venne abbandonato nel 2011.

Nel 2013 Google impiegò circa 10 mesi per aggiornare gli indici di pagerank contenuti nell’ ancora supportata toolbar per Internet Explorer. Secondo le mie fonti, non è mai più stato aggiornato dopo quella data.

Il mondo dopo il PageRank

Finalmente ad oggi, l’ algoritmo di PageRank torna ad essere invisibile e a mescolarsi insieme ai tanti fattori che determinano l’indicizzazione di un contenuto nelle ricerche organiche.

L’ assenza di controllo sul PageRank porterà sicuramente molti specialisti SEO come me a trovare delle alternative, cercando stime di terze parti su come e quanto le pagine sono autorevoli. Ovviamente queste sono soltanto mie supposizioni, poiché soltanto google conoscerà il valore reale del ranking di una pagina, e come ho già detto, non basta comunque soltanto un buon punteggio per piazzarsi primi nelle SERPs.

In altre parole, in queste ultime settimane di marzo 2016, che intercorrono prima che Google segreti per sempre il PageRank, non bisogna fissarsi nel cercare di raccogliere dalla rete quanti più dati possibili su questi indici. Esistono molti altri modi per ottimizzare le proprie pagine!!!

FINALMENTE, con la scomparsa di PageRank, tutti noi potremo godere di un Web un pò più pulito, senza backlinks da moderare nei commenti, Email che consigliano di comprare links, o timori per tutti gli editori di pubblicare articoli sponsorizzati e dimenticare di applicare il tag nofollow per evitare sanzioni da parte di google.

No punteggi di PageRank, No pressioni sui Links!!!

PS: Ovviamente non smetterà di esistere la Links Economy. Sarà soltanto più difficile valutare il reale valore di un link. Essi verranno comunque mediati fintanto che le persone sapranno che google dipende da essi.

Leggi il documento ufficiale della presentazione di google: PRESENTAZIONE DI GOOGLE

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